ITA, Napoli

James Senese Napoli Centrale

'O Sanghe

30 Nov
Spazio Q35 Main Stage 22:00 - Live set
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A Cassino c’era la linea Gustav, che spaccava l’Italia in due. Tra le macerie, l’esercito alleato restò bloccato a Napoli per un due lunghi anni anni. Di fronte al mare, soldati di ogni etnia occupavano le stanze degli alberghi e sorridevano alle ragazze più carine. Uno strano chiasso avvolgeva la città affamata, ché la guerra non era ancora finita davvero ma si poteva già immaginare l’odore della libertà. Lentamente, la vita riprendeva a vivere. E succedeva l’amore. Quello strano morbo che corrompeva l’anima, dice Curzio Malaparte. Ed era un miscuglio di passione e necessità, fame e sentimento.

James, come altri, era figlio della guerra. Difficile per lui confondersi tra la gente: la pelle nera, quella chioma crespa che cresceva a dismisura. Le aveva ereditate da suo padre, il soldato Smith. Che poi nel frattempo la guerra era finita e lui se n’era tornato in America insieme a tutti gli altri militari, e la città era tornata come prima, solo con le macerie. Ma qualcuno, tra i residui bellici, aveva conservato vinili di cantanti americani, con quell’accento uguale uguale a Smith. James e i suoi amici li adoravano, volevano provarci anche loro. Ma serviva talento. E cazzimma. Bisognava muoversi, provarci subito. Ah: c’era bisogno di uno strumento. E James aveva scelto il sax.

« Io sono nato nero e sono nato a Miano, suono il sax tenore e soprano, lo suono a metà strada tra Napoli e il Bronx, studio John Coltrane dalla mattina alla sera, sono innamorato di Miles Davis, dei Weather Report e in più io ho sempre creato istintivamente, cercando di trovare un mio personale linguaggio, non copiando mai da nessuno…il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita. »(James Senese)

 

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