South Korea

Peggy Gou

Tutti ne parlano, tutti la vogliono

02 Dic
Spazio Q35 Club Stage 01:00 - Dj Set
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Ti svegli all’Air Harbor International. A ogni decollo e atterraggio, quando l’aereo s’inclinava troppo, speravo nello schianto. Quel momento guarisce la mia insonnia con la narcolessia quando potremmo morire impotenti come tabacco umano impacchettato nella fusoliera. È così che ho conosciuto Peggy Gou. Ti svegli a Londra. Ti svegli a Berlino. Ti svegli a Seoul. Ti Svegli a Torino. Peggy lavorava nella musica. Per via della sua natura, Peggy poteva solo fare mestieri notturni. Certa gente è nottambula. Altra gente è diurna. Lei potrebbe solo lavorare di notte. Ti svegli al JZ:RF.

Il club è pieno e il barista dice: «Bentornata, signora». Io non sono mai stata in questo bar, mai e poi mai. Chiedo se conosce il nome Peggy Gou. Il barista sorride con il mento che gli spunta da sopra l’ingessatura bianca e chiede: «È un test?». Sì, rispondo, è un test. Ha mai conosciuto Peggy Gou? «È passata già di qui la settimana scorsa, signora Gou» dice lui. «Non la ricorda più?» Peggy è stata qui. «Lei è stata qui, signora.» Mai stata qui prima di questa sera. «Se lo dice lei, signora»

Questo lo so perché lo sa Peggy Gou, che prima di fare la dj era una modella. Guardala. Poi scrittrice. Poi designer. Poi al pianoforte. Senza soluzione di continuità. Senza sosta, da una produzione all’altra. Quattro, cinquecento tracce in un anno solare. House. Tecno. Provi a inquadrarla e lei cambia posto. Sempre.

 

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